Written on 07/11/2019, 07:51
9-novembre-2019-potere-della-finanza-e-tutela-del-bene-comune Segnaliamo il seguente evento in città Sabato 9 novembre 2019 ore 16:00Potere della finanzae tutela del bene comunepressoSala Zanotto - Basilica di San Zenopromosso...
Written on 07/11/2019, 07:51
15-e-29-novembre-6-dicembre-2019-il-salotto-di-villa-buri il salotto di Villa Buri 3 serate in compagniatra cinema e degustazioni L'Associazione Villa Buri onlusha il piacere di invitarvi a 3 appuntamenti: venerdì 15 NOVEMBRE...
Written on 23/10/2019, 07:51
30-ottobre-2019-blue-revolution-l-economia-ai-tempi-dell-usa-e-getta Segnaliamo il seguente spettacolo 30 ottobre 2019 ore 20:45 Blue RevolutionL'economia ai tempi dell'usa e getta presso Teatro Parrocchiale C. SteebVia Caperle, 11 - S....
Written on 21/10/2019, 07:51
25-27-ottobre-2019-convegno-mario-mazza-1882-1959-scautismo-ed-educazione  PROGRAMMA DEL CONVEGNO Venerdì 25 ottobre 2019Ore 18:00 Accoglienza degli ospiti (Ragazzi di Mario Mazza e Comunità Masci “Mario Mazza”)Ore 19:00 Cena comunitaria nei...
Written on 08/10/2019, 07:51
12-ottobre-2019-piantiamo-un-albero-quale-dono-ad-una-nuova-vita Sabato 12 ottobre 2019 alle ore 11:00, il Parroco di San Rocco in Castiglione, assieme alle famiglie di due neonati della parrocchia e in collaborazione con...

Villa Buri Onlus - Cantiere di Mondi Nuovi

Progetto profughi : la nostra esperienza

In fuga dalla Libia in guerra, sui barconi stracolmi in balia del mare c'erano anche loro: Adanech, Meskerem, Rahel, Salamawit, Zemzem. Il 5 maggio 2011 furono raccolte sul mare di Lampedusa.   Erano alla seconda fuga drammatica: già due o tre anni prima erano scappate dalla loro Etiopia e, attraverso i deserti, avevano trovato rifugio e lavoro in Libia.
Approdate sull'isola italiana, dopo gli accertamenti di rito e diversi spostamenti per la penisola, le nostre ragazze furono ospitate alcune settimane in una struttura balneare a Cavallino (Venezia). Alla fine di giugno trovarono ospitalità in una casa gestita dall'Associazione "Aquiloni" a Verona.
La Protezione Civile intanto era in affanno davanti alle migliaia e migliaia di profughi che, ad ondate interminabili, si riversavano sull'Italia. Disponendo di notevoli risorse economiche, doveva cercare alloggi per assicurare nell'emergenza una vita dignitosa.
Siccome l'emergenza del movimento migratorio si prolungava anche nel Veneto, la Prefettura di Verona chiese alla nostra Associazione Villaburi Onlus (Verona) di impegnarsi e di accogliere un piccolo gruppo di profughi. Il CdA di Villaburi Onlus, in una seduta di fine agosto, deliberò all'unanimità di accogliere la richiesta che trovava perfettamente coerente con le “finalità di solidarietà sociale” di Villaburi Onlus (come da Statuto).
L'associazione poteva disporre di un appartamento al primo piano in una palazzina a ovest della Villa, messo a disposizione dalla proprietaria, signora M. Salamon. La casa era di ampia metratura e poteva ospitare agevolmente sette persone. L'Associazione, nella persona del presidente pro-tempore Paolo Tacchi Venturi, stipulò una Convenzione con la Prefettura UTG di Venezia per la gestione dell'accoglienza. 
Il 21 settembre 2011 le ragazze furono accolte a Villaburi. Subito furono circondate dalla simpatia e dall'amicizia di molti volontari (Stefania, Laura, Rosella, Antonio, Gregorio, Luigi, Dario e altri) che subito si divisero i compiti.
La gestione amministrativa fu affidata a Fabrizio, che si caricava così di nuove mansioni.
Furono fissate insieme alle ragazze le norme di convivenza quotidiana nella casa e si affrontarono i primi bisogni: pasti, abbigliamento, orari, spostamenti. Quindi si individuarono i problemi personali di salute e di igiene appoggiandosi anche ai servizi pubblici (distretti sanitari, consultori e reparto malattie tropicali di Negrar). I volontari seguivano con sollecitudine la salute accompagnandole per screening, analisi, profilassi, cure dentarie, visite specialistiche, ecc. Per la mediazione linguistica e culturale chiedevano aiuto a Concetta e Saba, sempre disponibili.
Le ragazze intanto ricevevano lo status di rifugiate per motivi politici.
Il 22 dicembre arrivò anche Terhas Tesfay che da lì a 5 mesi avrebbe dato alla luce un bambino.
Villaburi Onlus strutturò i servizi così da offrire una permanenza più che dignitosa e da facilitare l'inserimento in una società in crisi economica e non solo.
Per l' insegnamento lingua italiana fin dalle prime settimane le ragazze furono seguite da insegnanti volontari in sede, poi furono inserite nei corsi di alfabetizzazione organizzati nella scuola pubblica in Via Betteloni (Verona). Le ragazze là seguivano le lezioni tutti i giorni, da lunedì a sabato. A fine anno conseguirono l'attestato di frequenza. Nel settembre del 2012 si iscrissero al secondo anno di alfabetizzazione nella stessa scuola. A metà novembre tre di loro, passarono ad un corso più impegnativo presso la Scuola Media "Duca d'Aosta" (Verona).
Oltre alla lingua si è pensato anche al lavoro. E' stato attuato per cinque mesi un periodo di tirocinio di formazione ed orientamento, per permettere un primo contatto con il mondo del lavoro. Al tirocinio è stata associata una borsa utile anche per educare all'uso responsabile del denaro. Salamawit fece tirocinio in una casa di riposo, Meskerem presso un ristorante, Adanech presso una grossa scuola privata, Rahel negli stessi locali di Villaburi, Zemzem presso una fattoria didattica. Tutte, a fine tirocinio, hanno meritato una buona referenza. Per il tirocinio prestava la sua consulenza la cooperativa "Comunita dei Giovani" di Verona. I volontari hanno tentato di avviare le ragazze anche a pratiche di cucito e di cucina italiana.
Abbiamo programmato anche un percorso formativo. Ci si è avvalsi dei servizi del Consiglio Italiano Rifugiati Onlus (CIR) di Verona, così da far crescere la consapevolezza dello stato giuridico del rifugiato, la conoscenza della situazione economica e abitativa, l'autonomia sul territorio. Le ragazze hanno tutte un curriculum con referenze da presentare nel mondo del lavoro.
La crisi del lavoro in Italia, grave per tutti, diventa gravissima per le nostre ragazze che faticano a trovare un'occupazione anche modesta.
Prima che l'emergenza profughi fosse ufficialmente chiusa in tutta Italia (31 dicembre 2012), il CdA di Villaburi Onlus ha preso l'impegno (anche economico) di accompagnare le ragazze ancora per diversi mesi. Ha concordato il loro affidamento ad alcune comunità strutturate e di lunga esperienza nella formazione delle ragazze in difficoltà.
 Adesso sono inserite tutte in comunità diverse e stanno percorrendo il difficile cammino dell'integrazione. Sono trascinate da un destino più grande di loro, ma ci sembrano fiduciose in un futuro più benigno, per loro e per quello che rimane delle loro famiglie in Etiopia.