Con il ritorno a scuola arriva la domanda ricorrente: “Quale sport scegliere quest’anno?” Gli studenti dell’ITES Einaudi ci consigliano di provare l’Hebertismo!
Hai presente la solita routine? Schede infinite, pesi d’acciaio, tapis roulant al chiuso mentre fissi un muro. Bello, sì… ma dopo un po’ che noia!
Se stai cercando qualcosa di diverso, più dinamico e decisamente più “wild”, devi assolutamente conoscere l’Hebertismo (chiamato anche Méthode Naturelle). È l’allenamento outdoor definitivo che mixa avventura, natura e coordinazione.
Da dove arriva?
Tutto nasce agli inizi del ‘900 con Georges Hébert, un ufficiale di marina francese. Durante i suoi viaggi in giro per il mondo, Hébert nota una cosa assurda: le popolazioni indigene avevano fisici pazzeschi, agilissimi e fortissimi, pur non avendo mai visto una palestra in vita loro.
Come facevano?
Semplice: usavano il proprio corpo per muoversi nella natura.
Da lì Hébert ha creato un motto che è un vero e proprio stile di vita: “Essere forti per essere utili”. Niente specchi per guardarsi i bicipiti, ma tanta sostanza per superare qualsiasi ostacolo e aiutare gli altri se ce n’è bisogno.
Come funziona? Le 10 “mosse” fondamentali
Nell’Hebertismo non esistono la “giornata gambe” o la “giornata petto”. Si allena tutto il corpo insieme attraverso 10 movimenti super naturali che già conosci, ma che forse hai smesso di fare da quando eri bambino:
- Camminare (ma su terreni sconnessi)
- Correre (ad altezze e ritmi diversi)
- Saltare (roccia dopo roccia)
- Muoversi a 4 zampe (per passare sotto rami bassi)
- Arrampicarsi (su alberi o muretti)
- Mantenere l’equilibrio (su tronchi o rocce)
- Lanciare (sassi o legni)
- Sollevare e trasportare (oggetti pesanti o un amico)
- Lottare/Difendersi (in modo ludico)
- Nuotare (in fiumi, laghi o mare)
Un allenamento tipico? Un percorso nel bosco o in un parco dove continui a muoverti passando da un esercizio all’altro senza pause noiose, trasformando l’ambiente intorno a te in un parco giochi interattivo.
Perché dovresti provarlo se sei giovane?
Ve lo dico con sincerità: quando ho scoperto l’hebertismo, la prima cosa che ho pensato è stata “finalmente uno sport che ha senso”. Viviamo circondati da contenuti passivi: scrolliamo, guardiamo, commentiamo, ma raramente ci fermiamo a chiederci cosa sappiamo davvero fare con il nostro corpo. L’hebertismo mi ha fatto riscoprire quanto sia soddisfacente muoversi senza filtri, senza schermi, senza nessuno che giudica.
E non serve essere atleti. Zero abbonamenti costosi: la tua palestra è il parco sotto casa o il bosco nel weekend. Basta uscire.
Quello che però mi ha colpita di più è l’aspetto mentale. Mente + Corpo: non alleni solo i muscoli, impari a gestire la paura, a calcolare i rischi quando salti e a fidarti delle tue capacità. Onestamente, è una lezione che vale anche fuori dallo sport.
E poi c’è il gruppo. Zero competizione tossica: si fa insieme, e non vince chi arriva primo, ma chi aiuta tutti i compagni a superare l’ultimo ostacolo. In un periodo in cui va di moda mostrare solo i propri successi, trovare uno sport dove si vince insieme mi sembra quasi rivoluzionario.
Per questo penso che ogni giovane dovrebbe provarlo almeno una volta. Non è solo un modo per tenersi in forma: è un modo per disconnettersi dal telefono, respirare aria pulita e riscoprire di cosa è capace il tuo corpo quando viene lasciato libero. Io l’ho provato e non torno indietro.
Se ti ho incuriosito, non restare solo a leggere: vieni a provarlo con noi. A Villa Buri trovi il posto perfetto per iniziare: percorsi naturali, spazi all’aperto e la possibilità di scoprire dal vivo cosa significa “essere forte per essere utile”.
E se vuoi saperne di più vieni a Villa Buri mercoledì 30 settembre alle 20:45 e partecipa all’incontro “La Natura come spazio di Educazione, Movimento e Gioco” durante il quale Diego Zarantonello, istruttore di Hebertismo, e Nicola Rovetti, docente presso la facoltà di Scienze motorie di Verona, dialogano su Hebertismo e Movimento naturale.
Gli studenti dell’ITES Einaudi





