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LA VILLA

Villa Buri è una villa veneta ubicata in località Bosco Buri nei pressi del borgo di San Michele Extra, nel comune di Verona.

Si tratta di un complesso monumentale formato dalla casa patronale, dalla cappella, dai rustici, dalle scuderie, dalle stalle, dalla casa del fattore, e dalla barchessa.  La villa è circondata da 300 ettari di campagna e da un parco all’inglese in gran parte alberato anche con alberi esotici che, dalle sponde del fiume Adige, si estende per circa 13 ettari.

 

La proprietà si trova in una posizione incantevole all’interno del Parco dell’Adige Sud, a poco più di 4 km in linea d’aria dall’Arena di Verona. In bicicletta o a piedi, si tratta di un rilassante percorso di 6 km, per la maggior parte percorribile sugli argini dell’Adige e per campi coltivati fino alle mura medievali della città.

Il palazzo è dotato di due facciate. La principale, rivolta a sud, protende due ali avanzate le quali racchiudono il corpo centrale. Questo, al piano terra, presenta una loggia e finestroni con incorniciature a bozze; al primo piano troviamo un poggiolo in ferro battuto e sul tetto un piccolo attico con quattro gugliette.

In alto svetta un fastigio con lo stemma della famiglia Buri: un’orsa rampante. 

 

La facciata nord è più uniforme. Troviamo un portale e finestre con orlature a bozze al piano terra e poggiolo al piano terra e poggiolo in ferro battuto al piano nobile. La parte centrale è decorata da un grande timpano con ai lati due alte pigne.

PIANO TERRA.

Sul soffitto dell’atrio troviamo l’Allegoria della fertilità della Terra.

 

SALONE CENTRALE.

Un grande affresco monocromatico dipinto nel ‘700 da De Alessandri raffigura una donna che, sostenuta da putti, porta una lunga ghirlanda di fiori. Nelle lunette laterali, invece, sono ritratti Andrea Palladio e Tiziano Vecellio.

 

SALONE SECONDARIO.

Qui De Alessandri rappresenta due Muse: una con un violino, l’altra con una piccola arpa. La rappresentazione dei giochi da tavolo è un probabile riferimento alla vita gaudente della famiglia Buri.

 

SALA DA PRANZO.

Gli affreschi più belli, dipinti dal pittore veronese Marco marcola (1740-1798), si trovano nella sala da pranzo.

La parete sud rappresenta dei nobili in un pomeriggio di metà autunno nei pressi del vallo Cangrande sulle Torricelle, le colline di Verona. Alcuni giocano al volano; altri guardano il paesaggio circostante. C’è chi si inchina davanti a una dama che sbadiglia e chi fa dispetti, osservato in modo compiaciuto da altri nobili.

Un altro affresco, invece, rappresenta la vendita dei purosangue. Al centro della scena vediamo il magistrato e il compratore che si accordano sul prezzo.

All’estrema destra è disegnata una targa in parte cancellata che dice “Spolverini Buri 1776”.

Nel terzo affresco è mostrato il gioco dei bambini in giardino. Un giovane aristocratico tira un carrettino con sopra una bambina, seguiti da un’altra bambina che corre. Sullo sfondo, la mdre e due gentiluomini assistono divertiti alla scena.

L’ultima opera della sala è un monocromatico che raffigura la perdita al gioco delle carte.

 

SCALONE.

Viene raffigurta l’apoteosi di un conte Buri firmata e datata.

 

PIANO NOBILE.

L’assenza di affreschi in questo piano testimonia il saccheggio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

LA CAPPELLA.

La cappella della famiglia Buri fu costruita da Alessandro Pompei nel ‘700 all’angolo sud-ovest della villa. All’interno si trovano ancora lapidi contenenti le sepolture di esponenti delle casate Buri-Bernini, Spolverini e Guarienti. Ciò testimoniava i legami tra le famiglie aristocratiche veronesi.

Prima del saccheggio del dopoguerra, la cappella era riccamente decorata.

 

LA CASA DELLA SERVITU.

La casa della servitù si trova a fianco della villa. L’orologio posto sull’attico è privo di lancette poichè portate via dai tedeschi alla fine della guerra. Oggi, la casa ospita un asilo nido e una scuola materna.

 

LA BARCHESSA.

Come tutte le ville venete, anche Vulla Buri aveva una barchessa dietro alla casa della servitù. Sotto i portici c’erano stalle, magazzini e altri locali di servizio. Oggi è un magazzino dell’associazione Amici di Villa-Bosco Buri.

 

CASINO DI CACCIA.

Dalla parte opposta della cappella. c’è quello che era il casino di caccia. Oggi, è un rudere.

LA CASA DEI LAVORANTI.

Vicino alla barchessa c’è la casa dei lavoranti, ossia delle persone che lavoravano le terre dei Buri attorno al parco. Oggi è di proprietà di un privato.

 

I CHIOSCHI.

Nel prato a nord della villa ci sono due costruzioni di forma cilindrica usate dai conti Buri rispettivamente come pescieria e uccelleria. All’interno sono decorate a mosaico.

Esterno della Villa

Il palazzo è dotato di due facciate. La principale, rivolta a sud, protende due ali avanzate le quali racchiudono il corpo centrale. Questo, al piano terra, presenta una loggia e finestroni con incorniciature a bozze; al primo piano troviamo un poggiolo in ferro battuto e sul tetto un piccolo attico con quattro gugliette.

In alto svetta un fastigio con lo stemma della famiglia Buri: un’orsa rampante. 

 

La facciata nord è più uniforme. Troviamo un portale e finestre con orlature a bozze al piano terra e poggiolo al piano terra e poggiolo in ferro battuto al piano nobile. La parte centrale è decorata da un grande timpano con ai lati due alte pigne.

Affreschi interni
PIANO TERRA.

Sul soffitto dell’atrio troviamo l’Allegoria della fertilità della Terra.

 

SALONE CENTRALE.

Un grande affresco monocromatico dipinto nel ‘700 da De Alessandri raffigura una donna che, sostenuta da putti, porta una lunga ghirlanda di fiori. Nelle lunette laterali, invece, sono ritratti Andrea Palladio e Tiziano Vecellio.

 

SALONE SECONDARIO.

Qui De Alessandri rappresenta due Muse: una con un violino, l’altra con una piccola arpa. La rappresentazione dei giochi da tavolo è un probabile riferimento alla vita gaudente della famiglia Buri.

 

SALA DA PRANZO.

Gli affreschi più belli, dipinti dal pittore veronese Marco marcola (1740-1798), si trovano nella sala da pranzo.

La parete sud rappresenta dei nobili in un pomeriggio di metà autunno nei pressi del vallo Cangrande sulle Torricelle, le colline di Verona. Alcuni giocano al volano; altri guardano il paesaggio circostante. C’è chi si inchina davanti a una dama che sbadiglia e chi fa dispetti, osservato in modo compiaciuto da altri nobili.

Un altro affresco, invece, rappresenta la vendita dei purosangue. Al centro della scena vediamo il magistrato e il compratore che si accordano sul prezzo.

All’estrema destra è disegnata una targa in parte cancellata che dice “Spolverini Buri 1776”.

Nel terzo affresco è mostrato il gioco dei bambini in giardino. Un giovane aristocratico tira un carrettino con sopra una bambina, seguiti da un’altra bambina che corre. Sullo sfondo, la mdre e due gentiluomini assistono divertiti alla scena.

L’ultima opera della sala è un monocromatico che raffigura la perdita al gioco delle carte.

 

SCALONE.

Viene raffigurta l’apoteosi di un conte Buri firmata e datata.

 

PIANO NOBILE.

L’assenza di affreschi in questo piano testimonia il saccheggio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Strutture esterne
LA CAPPELLA.

La cappella della famiglia Buri fu costruita da Alessandro Pompei nel ‘700 all’angolo sud-ovest della villa. All’interno si trovano ancora lapidi contenenti le sepolture di esponenti delle casate Buri-Bernini, Spolverini e Guarienti. Ciò testimoniava i legami tra le famiglie aristocratiche veronesi.

Prima del saccheggio del dopoguerra, la cappella era riccamente decorata.

 

LA CASA DELLA SERVITU.

La casa della servitù si trova a fianco della villa. L’orologio posto sull’attico è privo di lancette poichè portate via dai tedeschi alla fine della guerra. Oggi, la casa ospita un asilo nido e una scuola materna.

 

LA BARCHESSA.

Come tutte le ville venete, anche Vulla Buri aveva una barchessa dietro alla casa della servitù. Sotto i portici c’erano stalle, magazzini e altri locali di servizio. Oggi è un magazzino dell’associazione Amici di Villa-Bosco Buri.

 

CASINO DI CACCIA.

Dalla parte opposta della cappella. c’è quello che era il casino di caccia. Oggi, è un rudere.

LA CASA DEI LAVORANTI.

Vicino alla barchessa c’è la casa dei lavoranti, ossia delle persone che lavoravano le terre dei Buri attorno al parco. Oggi è di proprietà di un privato.

 

I CHIOSCHI.

Nel prato a nord della villa ci sono due costruzioni di forma cilindrica usate dai conti Buri rispettivamente come pescieria e uccelleria. All’interno sono decorate a mosaico.